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I Problemi di AirItaly

* Discussione relativa all’argomento nel forum, link a fondo pagina*

Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare relativamente alla vicenda di AirItaly in seguito alle numerose e continue modifiche agli operativi dei voli intercontinentali. Che siano stati commessi degli errori è fuori di discussione. Con questo articolo cercheremmo di evidenziare quali sono secondo noi le principali cause che ostacolano lo sviluppo di AirItaly:

 

Flotta 

Uno dei principali motivi che determinano delle performance economiche non esattamente profittevoli è da ricercarsi nella flotta. Secondo il nostro parere la compagnia ha scelto di gettarsi in un mercato estremamente concorrenziale, quello delle tratte nazionali da Malpensa, con degli aeromobili troppo capienti. Premesso che l’obbiettivo principale della società era quello di creare una sorta di Hub a Milano e che per farlo sono necessari dei passeggeri in transito bisogna ammettere che un mercato già ampiamente coperto dalle low cost (sia Ryanair che EasyJet volano sulle principali tratte servite da AirItaly a Malpensa, ad eccezione di Roma e Napoli per il solo vettore irlandese) non offre grandi possibilità di intercettare anche traffico point-to-point. Di conseguenza riempire quotidianamente e più volte al giorno aeromobili da circa 180 posti risulta assai complicato. Se al posto dei Boeing 737-8Max fossero stati utilizzati degli Embraer 175 o 190 si sarebbero potute coprire le stesse rotte con limitando le perdite e garantendo comunque sufficiente capacità per il traffico xxx-Milano-xxx. Questa scelta avrebbe permesso anche di servire rotte minori (spazialmente parlando) ma di maggiore spessore, come Venezia, Trieste, Firenze, Pisa... I 737-8Max avrebbero dovuto coprire le rotte africane ed europee ad altissimo traffico, risultando in una perfetta ottimizzazione dei veicoli disponibili

 

Il Network

Un altro aspetto importante da considerare nella vicenda AirItaly è quello del network. Delle 5 originali tratte intercontinentali previste, una è stata convertita a stagionale estiva, e due sono state chiuse dopo pochi mesi. Che sia dovuto ai cambiamenti a livello dirigenziale o per effettiva scarsa rendita concordiamo che probabilmente non erano le tre rotte su cui uno ci si aspettava investissero per prime. Vi sono ben altre destinazioni che garantiscano maggiore traffico e guadagni, Buenos Aires, Shanghai, Hong Kong, Osaka oltre alle principali città statunitensi. Le stesse New York e Miami forse non erano proprio le rotte più adatte, essendo già operate da vettori più solidi e strutturati e che soprattutto garantiscono molte più prosecuzioni. Bisognava a nostro parere puntare da subito sulla California e su altre città “minori” degli Stati Uniti, Chicago, Washington, Dallas, Detroit, Denver, Boston, Philadelphia. Ovviamente per fare ciò era necessaria una rete di collegamenti a livello europeo completamente diverso. Essendo il mercato europeo classicamente inteso ormai saturo diviene necessario rivolgersi ad altri mercati, meno popolosi, meno ricchi, ma in forte crescita e soprattutto liberi da concorrenza. Ungheria, Polonia, Bulgaria, Romania, Grecia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ucraina sono tutti paesi in forte crescita e senza collegamenti diretti con gli States o un vettore nazionale e quindi diverso da Lufthansa, British Airways, KLM o AirFrance. Intercettare il traffico proveniente dalle principali città di questi paesi (moltissime delle quali non servite da nessuno o solo uno di questi vettori) ed instradarlo a Malpensa avrebbe permesso di imporsi come vettore di riferimento in un mercato sostanzialmente libero. 

 

Alleanze

La difficile situazione creatasi con alcune compagnie ha impedito alla neonata compagnia di stringere accordi di code share indispensabili per favorire proseguimenti anche lato destinazione. In particolare modo le ostilità tra Qatar Airways ed American Airlines hanno precluso ad AirItaly la possibilità di stringere l’accordo che sicuramente l’avrebbe più aiutata, mettendole letteralmente a disposizione il mercato più vasto e ricco dal punto di vista aeronautico. Anche la scelta di non stringere accordi con le principali compagnie aeree europee o convenzioni con società di autobus, trasporto ferroviario o agenzie ferroviarie sta sicuramente penalizzando molto il progetto. 

 

Altre problematiche 

Altri problemi riguardano sicuramente il sistema aeroportuale milanese in sè, che non favorisce la concentrazione di una considerevole massa critica di passeggeri in un solo aeroporto ma la frammenta in 3. Bisogna poi citare sicuramente un contesto economico non idilliaco reso ancora più difficile dalla presenza di istituzioni regionali e nazionali che tentano di risolvere l’eterno problema Alitalia andando anche contro i principi della libera concorrenza. Uniamo poi questi fattori alle battaglie tipicamente italiane ingaggiate dai sindacati, per ragioni estremamente futili, e da Regione Sardegna. Si possono annoverare tra i motivi di un difficile sviluppo (nonostante di impatto ben minore) anche le carenze del sito web, i continui cambiamenti di operativi che portano un certo tipo di clientela ad evitare di scegliere la compagnia, e probabilmente anche la non attuazione di una campagna pubblicitaria non incisiva nei paesi esteri.

 
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